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Migliorare l’efficacia dei recapiti delle email - Parte 1

Ogni newsletter è il risultato di molto lavoro, tempo e naturalmente tanta passione. Solo quando un’email arriva effettivamente al destinatario, il lavoro premia con tale risultato e in questo caso possiamo dire che è un successo. Nel nostro articolo del blog, suddiviso in alcune parti, e riguardante la “Efficacia di recapito”, vi mostriamo come potete agire affinché le vostre newsletter non finiscano nello spam, bensì arrivino a destinazione: i vostri destinatari.

Parte 2: Il criterio in base al quale il filtro antispam controlla i contenuti delle vostre email

Parte 3: Come la qualità delle vostre liste di destinatari influisce sul tasso di spam

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Un filtro antispam controlla ogni singola email prima che essa arrivi nella cartella della posta del destinatario, In questo modo i messaggi indesiderati sono filtrati affinché non giungano nella cartella della posta in arrivo. Il vantaggio che ne deriva è che il destinatario, grazie a questo filtro automatico, non riceverà un numero eccessivo di email e potrà concentrarsi solo su quelle che desidera effettivamente ricevere: le vostre newsletter, ad esempio.

Se si comprende come agisce un filtro spam per il controllo delle email e in base a quali caratteristiche avviene il filtraggio, al momento di creare una newsletter si può stare attenti a evitare i “segnali d’allarme” che attivano il filtro.

Sapevate che il mittente non è il solo a determinare la percentuale di recapiti delle vostre email ma anche il software per l’invio delle newsletter influisce? In quest’articolo del blog vi mostriamo i dettagli di come ciò avviene e come agisce rapidmail affinché le vostre email arrivino a destinazione in modo affidabile e sicuro.

Gli influssi del mittente sull’efficacia del recapito di un’email

Il filtro antispam non controlla solo le email in se stesse ma anche chi le spedisce, Per tale ragione, vari elementi, l’indirizzo IP, del server attraverso il quale è stata inviata l’email, il domain dell’indirizzo email, verso cui le email rifiutate sono rispedite (bounce), sono confrontati con i dati di diverse whitelist e blacklist.

Che cosa è una Whitelist?

Si tratta di una lista “positiva” e sicura. Nella whitelist, infatti, sono registrati i mittenti affidabili. Se l’indirizzo IP o il domain del mittente sono registrati in una whitelist, l’email è recapitata con sicurezza e arriva a destinazione. In questo caso non sarà eseguito alcun controllo successivo riguardo al mittente, poiché è ritenuto sicuro. I filtri antispam per tale fine usano le whitelist cosi come la CSA (Certified Senders Alliance), di cui rapidmail e tanti altri operatori tedeschi nel settore di gestione d’invii di newsletter sono membri.

Che cosa è una Blacklist?

I filtri antispam dei servizi di posta elettronica usano anche liste “negative”, le cosiddette blacklist in cui sono registrati mittenti non affidabili e non sicuri, essendosi già rivelati tali in casi precedenti di email non desiderate. Nel caso l’indirizzo IP oppure il domain di uno di essi si trovi su una di queste blacklist, i vostri messaggi non saranno recapitati agli indirizzi email di tale operatore.

In che modo ciò riguarda il servizio delle newsletter? 

Le vostre newsletter sono inviate attraverso i server di rapidmail. Non sarà il vostro indirizzo IP pertanto a essere controllato, bensì quello di rapidmail. Per l’invio è impiegato di norma un indirizzo IP da voi condiviso con tanti altri mittenti. Ciò può presentare vantaggi ma anche alcuni svantaggi.

Per chi gestisce mailing con bassi volumi d’invio, un indirizzo IP condiviso è un vantaggio. Da questo indirizzo IP, infatti, sono già state spedite molte email, pertanto ha un’ottima reputazione ed è riconosciuto come affidabile dai servizi di posta elettronica. Grazie alle email in precedenza inviate attraverso questo indirizzo IP, i servizi di posta elettronica l’hanno già classificato come sicuro e di ciò possono beneficiarsi gli utenti che lo condividono e inviano mailing e newsletter tramite questo IP.

Lo svantaggio consiste nel fatto che ogni mittente può potenzialmente influire sulla reputazione di questo indirizzo IP. Se uno degli utenti si rivela uno “spammer” (invia quindi spam) e in tale modo agisce, danneggia la reputazione dell’IP e il tasso di recapiti diminuisce. Per tale ragione stiamo molto attenti ed eseguiamo severi controlli riguardo a un nuovo utente, agendo di conseguenza quando si scopre un mittente poco serio. I nostri esperti di posta elettronica e di ottimizzazione del recapito lavorano ogni giorno per mantenere intatta la reputazione dell’IP di rapidmail.

Esistono alternative?

Certamente, potete ad esempio usare, invece di un IP condiviso, un indirizzo IP dedicato, vale a dire un indirizzo che solo voi impiegherete. Naturalmente, in questo caso, sarà necessario che voi stessi manteniate il tasso di recapiti a un livello ottimale. Su richiesta, rapidmail vi mette a disposizione un indirizzo dedicato, pronto per eseguire invii. “Pronto per eseguire invii” significa che da questo indirizzo IP abbiamo già inviato in precedenza dei mailing per standardizzare i volumi d’invio, previsti in relazione ad esso presso i servizi di posta elettronica.  In tal modo potete eseguire invii da subito senza avere bisogno di acquisire e costruire gradualmente la fiducia presso i servizi di posta elettronica. Potete comodamente farvi assistere dal nostro team di supporto e assistenza riguardo a questa soluzione e naturalmente richiedere un’offerta non vincolante.

Il mittente controllato è quindi solo l’operatore di servizi per newsletter e mailing?

No. L’indirizzo email del mittente, cioè l’utente, ha tuttavia un ruolo importante. Ciò avviene nel caso in cui il vostro indirizzo mittente sia un indirizzo freemail, vale a dire un indirizzo gratuito come ad esempio Gmail, GMX, oppure iCloud. Se scrivete ai destinatari usando questo genere d’indirizzo, le vostre email con molta probabilità finiscono nella cartella dello spam oppure non sono neppure recapitate. 

Consideriamo il caso in cui inviate, per esempio un’email con un indirizzo GMX ai vostri destinatari che, ad esempio, usano anche un indirizzo GMX, l’operatore GMX riconosce l’indirizzo email, rileva però che non è stato inviato tramite GMX stesso e ipotizza quindi che si possa trattare di email potenzialmente fraudolente. Dovreste pertanto usare sempre un indirizzo mittente con il vostro domain, ad esempio info@vostrodomain.it.

Lo stesso problema nasce nel caso di “invio interno”, vale a dire quando usate come indirizzo mittente il vostro domain aziendale e volete scrivere a destinatari con lo stesso domain, ad esempio dei colleghi di lavoro. L’email viene quindi considerata come minaccia dal server di posta elettronica in entrata, poiché il proprio domain è impiegato come mittente. Trovate una spiegazione più dettagliata e una possibile soluzione nella nostra Banca dati aiuto.

Sapevate che …?

Essendo membri presso la CSA e di diverse organizzazioni, i nostri indirizzi IP sono registrati nelle whitelist più importanti. Grazie a ciò, le email inviate tramite rapidmail sono preferite e recapitate con filtro spam ridotto dai più rinomati operatori come Outlook e Office 365.


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pubblicato: 22.03.2019

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